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Nel cuore della Patagonia atlantica, la Penisola Valdés si affaccia sull’Oceano Atlantico con una geografia unica che la rende un santuario naturale per la fauna marina. È qui che, ogni anno tra giugno e dicembre, centinaia di balene australi (Southern Right Whales) migrano per accoppiarsi, partorire e crescere i loro piccoli.
Nel cuore della medina di Fès, tra vicoli labirintici e porte segrete, il tè alla menta non è solo una bevanda, ma un vero rito di ospitalità e convivialità. Conosciuto come atay, è parte integrante della cultura marocchina: viene servito svariate volte durante la giornata e rappresenta un gesto di rispetto verso il visitatore
San Cristóbal de las Casas, nel cuore del Chiapas, non è solo una gemma coloniale e culturale: custodisce anche la ricca tradizione curativa dei Maya contemporanei. Al Museo di Medicina Maya, nel quartiere Morelos, a San Cristobal de las Casas, si scopre un universo fatto di erbe, rituali e spiritualità che raccontano la visione del benessere secondo le popolazioni tzotzil e tzeltal.
Nel cuore dell’Appennino, incastonato tra Abruzzo e Campania, il Molise si nasconde con discrezione. Dimenticato dai flussi turistici più affollati e spesso relegato a battute sul “non esistere”, questo piccolo lembo d’Italia merita invece attenzione, lentezza e stupore. Per chi ama i cammini, la pietra, il silenzio, i piatti semplici e saporiti: il Molise è una rivelazione.
Nel sud del mondo, dove le mappe cominciano a curvarsi e le strade finiscono, si estende una terra spigolosa e silenziosa: la Patagonia cilena. È un luogo in cui la natura ha deciso di restare protagonista e l’uomo è ancora ospite, spesso con passo esitante, quasi in soggezione. Tra le regioni di Aysén e Magallanes, l’estremo sud del Cile offre uno degli ambienti più remoti e scenografici del pianeta. Qui il paesaggio non si fotografa — si attraversa, e spesso con fatica: tra venti diagonali, boschi antichi, fiordi scolpiti, e montagne che sembrano crescere all’improvviso dal mare.
Se c’è un piatto capace di dividere gli italiani come la politica o il calcio, è la carbonara. Ogni forchettata può aprire un dibattito acceso: panna sì o no? Pecorino o parmigiano? Guanciale o pancetta? E soprattutto: chi ha inventato la carbonara? Eppure, per chi arriva a Roma da turista, la carbonara non è solo un piatto: è un rito, un codice, un pezzo di storia servito fumante.
La Giordania non è solo Petra e il deserto rosso del Wadi Rum. È una terra che affonda le sue radici in millenni di civiltà e spiritualità, dove la pietra scolpita racconta storie senza tempo, il silenzio vibra come eco di preghiere dimenticate, e la storia sacra si intreccia con la geografia dell’anima in un abbraccio profondo che invita alla riflessione, al raccoglimento, e alla scoperta di ciò che ci abita dentro mentre esploriamo ciò che ci circonda.
Nell’arcipelago delle Seychelles, Praslin è una delle isole che meglio custodisce l’essenza selvaggia e mitica della regione. Qui la vegetazione non è semplice sfondo: è protagonista. La celebre Vallée de Mai, dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO, è una riserva dove il tempo sembra essersi fermato. Camminando nel cuore della foresta si incontrano le maestose palme Coco de Mer, dalle foglie imponenti e dai semi rari, grandi quanto un casco di banane e dalla forma che ha alimentato miti e leggende.
La Tunisia è molto più di spiagge soleggiate e resort all-inclusive. Chi decide di esplorarla in profondità scopre un mosaico vibrante di tradizioni artigianali, mercati dalle radici secolari e una sorprendente eredità romana che continua a vivere sotto il cielo limpido e ardente del Nord Africa, intrecciandosi con il presente in un dialogo silenzioso ma costante.
Nel cuore del Sud America, stretto tra l’Oceano Pacifico e le Ande, il Cile offre più di paesaggi mozzafiato e avventure estreme: è una terra dove la cultura culinaria racconta la storia, il clima genera eccellenze e l’incontro fra tradizioni indigene, influenze spagnole e innovazioni moderne dà vita a un patrimonio gastronomico sorprendente. Un viaggio tra vigneti ancestrali, ceviche speziato e grigliate sotto le stelle, dove ogni piatto è una narrazione geografica e ogni bicchiere un’eco delle alture.
Tra le isole della Polinesia Francese, a pochi chilometri dalla più celebre Tahiti, si trova Moorea: un’isola a forma di cuore che conserva uno spirito autentico e selvaggio. Lontana dal turismo patinato, Moorea è la quintessenza di una bellezza non addomesticata: montagne a picco sul mare, vallate remote, barriere coralline intatte e villaggi dove il tempo è scandito dalla risacca e dai tamburi cerimoniali. Un’isola che si esplora lentamente, a piedi, in acqua, tra sorrisi e leggende.
Nel nord dello Sri Lanka, dove le strade si allungano tra templi indù, laghi sacri e laboratori di tintura naturale, si cela un cuore culturale che batte da secoli: il mondo Tamil. Qui il viaggio non è soltanto spostamento, ma ascolto e immersione. È un percorso che mescola riti, musica, stoffe, pigmenti e spiritualità in un'armonia difficile da descrivere, ma intensa da vivere.
Perdersi fra mangrovie, pesci volanti e tramonti liquidi...dimentica il caos di Phuket, la folla elettrica di Phi Phi, le code per una foto sulla sabbia perfetta. La Thailandia ha un altro battito - più lento, più largo - che si distende con grazia tra le mangrovie e le brezze saline dell’arcipelago di Koh Lanta, nella provincia meridionale di Krabi. Qui il mare non brilla, canta. Le barche scivolano sull’acqua come se conoscessero il suono del silenzio, e ogni tramonto sembra un rituale condiviso, non da fotografare, ma da ascoltare con la pelle.
Dal Salento alla Valle d’Itria, una terra che profuma di pietra e mare. C’è una Puglia che non si fotografa soltanto, ma si ascolta: nei cigolii dei vecchi portoni, nei passi lenti tra muretti a secco, nel suono del vento che accarezza ulivi contorti. È la Puglia silenziosa e autentica, lontana dalle folle, che si svela tra borghi imbiancati a calce, tratturi dimenticati e porticcioli che odorano di pesce e verità.
Dimentica per un istante i grattacieli scintillanti, le isole artificiali e i centri commerciali infiniti. C’è una Dubai che vive in punta di piedi, in vicoli ombreggiati dal sole, tra aromi di cannella e legni di oud. È quella che pulsa tra i souq storici, tra profumi antichi e voci basse, nei caffè dove si sorseggia gahwa e si gioca a domino sotto il rumore sommesso dei ventilatori a pale.
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